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Attività svolta: progettazione esecutiva per il riordino generale dell'edificio e adeguamento normativo

Committente: Comune di Milano

Date: progettazione 2012-2013 - in fase di realizzazione

Superficie: 6307 mq

Partners: Ideastruttura (impianti) - O.R.P.E S.r.l (strutture)

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L’ Istituto si trova a Quarto Oggiaro, un grande quartiere a nord-ovest di Milano, compreso tra due linee ferroviarie e l’auto­strada Milano-Venezia. Il progetto ha previsto un inter­vento di recupero secon­do l’idea che, in questi luoghi periferici, il concetto di tutela dovrebbe poter diventa­re sintesi di conservazione e innovazione e che con­servazione significhi prendersi cura del ter­ritorio abitato, molto spesso lasciato in una situazione di “non finitezza”. In questo sen­so l’intervento dovrebbe svolgere un ruolo trainante per la diffusione di una maggiore qualità insediativa e di vita nel quartiere. Il progetto di ristrutturazione nasce dall’e­sigenza da parte del Comune di realizzare l’adeguamento normativo e tende a configurare un organismo edilizio di facile manutenibi­lità, questi i principali interventi: realizzazione di un nuovo corpo di ingresso; rifacimento delle coperture con installazione di un impianto fotovoltaico integrato; risanamento delle facciate; recupero del piano seminterrato con formazione di un nuovo refettorio; riordino interno generale; rinforzo statico delle componenti strutturali della scuola; opere di adeguamento per l’otteni­mento del certificato di prevenzione incendi; sistemazione aree esterne; opere volte all’eliminazione delle bar­riere architettoniche (realizzazione ascensore e rampe interne ed esterne); adeguamenti impiantistici (meccani­co, idrico, elettrico).

La necessità di elaborare una soluzione di­stributivo-funzionale in grado di assecon­dare le esigenze organizzative determinate dagli accordi di quartiere, che prevedono l’utilizzo della palestra in orari non sco­lastici da parte di utenza non iscritta alla scuola, ha portato alla realizzazione di un nuovo corpo di fabbrica contenente gli spogliatoi e i servizi igienici destinati alle attività sportive. La soluzione individuata consente di configurare un’area di ingres­so alla scuola coperta e con una valenza di rappresentatività meglio connotata. 

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Attività svoltaprogettazione definitiva in fase di gara

Committente: Università degli studi di Milano

Date: dicembre 2012

Superficie:  13.490 mq

Partners: Arching S.r.l (strutture) - Ebner Associates Italia S.r.l (impianti)

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Il sistema degli spazi aperti è il perno centrale per la creazione di connessioni con il tessuto urbano circostan­te, e di relazioni tra i suoi utenti. Un luogo esplosivo e implosivo nello stesso tempo. Il sistema dei percorsi si riallaccia all’intero sistema viario del “macro-isolato” e si basa sulle modalità di approdo all’area (auto-mezzi di soccorso-biciclette) nonché alle modalità di percorrenza pedo­nale, di interrelazione con tutti gli altri spazi universitari. 

IL NUOVO POLO DI INFORMATICA  Dimensionalmente preponderante rispetto agli altri due edifici delle Segreterie e della Biblioteca, richiede una presenza formale e volumetrica ben definita. La riorganizzazione della hall e della recep­tion, nonché della parte di uffici delle Se­greterie didattiche retrostanti, permettono una visione ed una vivibilità dell’intero pia­no terra. Accorpate tutte le “funzioni tec­niche” sul lato nord, a ridosso delle aule, viene a liberarsi un’ampia area: l’atrio.

LE SEGRETERIE  Edificio complementare a quello di Infor­matica ma rivolto al servizio di tutti gli studenti dell’area scientifica ha una fun­zionalità ed una accessibilità separata e di­stinta. Si presenta come uno spazio dalla forma quadrangolare con al centro la zona di attesa e sui fronti nord-ovest la zona di ricevimento . Dall’interno gli studenti nell’atrio d’attesa possono traguardare le aree verdi di aggregazione e cogliere il movi­mento che fuori si dispiega. 

LA BIBLIOTECA La giacitura del volume della Biblioteca fuori terra riprende la linea del “cuneo verde”. Il suo interno si configura e si struttura es­senzialmente sul “vuoto di luce”. Il lucer­nario come elemento a tutta altezza, attorno a cui tutto ruota e si or­ganizza. 

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Attività svolta: concorso di progettazione

Committente: Comune di Milano

Date: gennaio 2014

Superficie: 500 mq

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Il bicchiere sul tavolo del tinello, dentro, le lucciole catturate nel prato, la sera: un gioco che a Milano non si fa più. Una reminiscenza lontana, storie di nonni, favola. Una lanterna, la casa nel bosco, il riparo nella foresta, una luce nel buio (la sera, la mattina d’inverno), naturale, artificiale, magia. Dalla foresta (la città, il parco) un piccolo oggetto luminoso, una lanterna appunto, richiama e accoglie i bambini.  Quando fuori fa scuro, le luci accese all’interno rendono luminoso l’involucro, bianco, con qualche sfumatura di colore (verde, giallo, rosso) che traspare dall’interno. La lanterna accesa è un segnale: un faro, una stella. Quando fuori c’è il sole, la superficie opalina dell’involucro scherma la radiazione diretta e la diffonde all’interno, come attraverso una nuvola bianca. Muri di luce lattiginosa, naturale e artificiale. Poi una finestra. Verso est. Una grande finestra sul parco, sulla foresta-città, sul mondo. I bambini arrivano lungo un percorso che non si ferma fuori, ma entra e disegna il pavimento e gli spazi interni in modo sinuoso, naturale, artificiale. Dentro come fuori e fuori come dentro. Si corre nel parco, nel giardino, attorno e dentro il padiglione. Sentieri sinuosi, dolci dossi e lievi declivi.

I muri (il perimetro ma anche la copertura) sono in policarbonato alveolare estruso bianco. La superficie di copertura è completata da una seconda lastra interna che migliora la trasmittanza del pacchetto e realizza una intercapedine che contiene gli apparecchi luminosi (la luce artificiale che illumina dentro e illumina fuori). I fronti nord e sud sono “tagliati” da finestre alte e strette, visuali, fenditure che aprendosi come branchie consentono al padiglione di respirare naturalmente. Una sequenza di portali in legno sostiene tutta la superficie di involucro (facciate e copertura), che avvolge l’intero volume. Legno e policarbonato, naturale e artificiale. La struttura sostiene anche il primo piano e il tutto è irrigidito dal blocco dei servizi. I portali proseguono all’esterno del padiglione e supportano le pensiline di ingresso e l’attrezzatura per il gioco (altalene, scivoli, corde, pertiche) e disegnano lo spazio esterno. La luce si propaga anche attraverso le pareti tra gli arredi.

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Attività svolta: progettazione definitiva in fase di gara per la realizzazione del nuovo Istituto alberghiero a Locri (RC)

Committente: Provincia di Reggio Calabria

Date: 2011

Superficie:  6657 mq

Partners: Sigeco Engineering S.r.l (strutture) - Ase Engineering Consulting S.r.l (impianti), Tecneco S.r.l

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Il complesso ha origine  dall’articolazione a “T” dei due volumi principali, quattro piani quello delle aule e tre piani il convitto; al piano terra una “piastra” ospita i laboratori di cucina. Le aree di accesso alla scuola e al convitto sono state unificate nel punto di intersezione tra i volumi pur mantenendo separati gli ingressi e consentendo la gestione separata delle due attività.

L’EDIFICIO SCOLASTICO è orientato in direzione Nord-Est / Sud-Ovest (36°N), asseconda l’andamento e la forma del terreno, è parallelo al mare. Lo schema funzionale-distributivo consente di sfruttare, attraverso la schermatura delle porzioni trasparenti, l’ottima illuminazione naturale, gli apporti gratuiti dell’irraggiamento solare e una ventilazione naturale che sfrutta il gradiente termico che si determina tra i fronti SE e NO.

IL CONVITTO si accosta perpendicolarmente. Al piano terreno sono collocati l’atrio, la sala mensa e locali di servizio; ai due piani superiori, in posizione defilata, le sale per le attività di svago.

L’ INVOLUCRO. La parete ventilata con supporto murario ad alte prestazioni, in estate riduce il carico di termico sul fabbricato, mentre in inverno trattiene il calore a vantaggio di una riduzione dei costi di climatizzazione. Il rivestimento dei fronti dell’edificio è differenziato per evidenziare  le diverse destinazioni d’uso delle sue parti: il piano terreno ha una finitura in tinta chiara; i piani superiori sono rivestiti con conci in cotto azzurri colorati in pasta. Il materiale evoca le proprietà delle terre e dell’argilla utilizzate nelle aree mediterranee, oltre che nell’edilizia, anche per manufatti di uso quotidiano; il colore richiama il mare e il cielo terso.

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aula2    aula1    PD 06 aule2

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Attività svolta: concorso di progettazione per la realizzazione di un nuovo edificio universitario presso l'Arcispedale Sant'Anna a Cona

Committente: Università degli studi di Ferrara

Data: dicembre 2013

Superficie: 6000 mq

La sintesi progettuale dispone gli elementi di vista pratoprogetto nella migliore condizione possibile per sé e ai fini di una corretta interazione con gli altri: valorizzare le carat­teristiche ergonomiche delle aule necessa­rie per la migliore fruizione (visione convergente, linea di visibilità, gradonate); garantire agli studi e agli uffici particolari condizioni di confort legate alla luminosità degli ambienti, alla condizioni termo-igrometriche, ma anche alla possibilità di vedere il paesaggio. A questo punto le esigenze di programma intervengono introducendo una variazione “tettonica” nell’assetto generale. Lo spazio pubblico definito dai nuovi volumi si solleva, genera un varco di ingresso e fa posto anche alla bi­blioteca. Gli scaffali e la sala lettura vengono a trovarsi in posizio­ne riparata, sotto uno strato di terreno e all’interno di una cavità, protetti. La grande zolla di prato invece continua a svolgere la sua funzione di spazio pubblico.

La rotazione dell’impianto è tale da consentire la disposizione dell’af­faccio principale dell’edificio, che ospita gli studi e gli uffici amministrativi, verso sud, ottenendo così le migliori condizioni di ir­raggiamento; contemporaneamente le sale studio fruiscono dei benefici di affaccio ad est (protetto da uno sporto di gronda ag­gettante) e le aule di un apporto da ovest schermato dagli elementi strutturali fissi verticali nel periodo estivo. I materiali impiegati, con riferimento a contenuti archetipici, sono due: il legno e il laterizio (cotto ferrarese); il legno viene impiegato come materiale costitutivo dei sistemi strutturali (pilastri, travi e solai), il laterizio come sistema di rivestimento dei fronti dell’edificio alto (il mattone); in entrambi i casi le tecniche che ne sotten­dono l’uso fanno riferimento a paradigmi di assemblaggio a secco di componenti fabbricati fuori opera.schema2totale esternovista palazzina uffici

 

 

 

 

 

 

 

 

  

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vista scala

     

ingresso esterno     ingresso park bici  vista alto

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  interno corridoioauditorium a auditorium binterno biblioteca grande   interno biblioteca piccola

     


 

Attività svolta: concorso di progettazione 

Committente: Fondazione Ri.MED

Date: 2011

Superficie:  25000 mq

Partners: STEAM S.r.l. - PINEARQ S.L.U.P. - SM Ingegneria S.r.l.

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Carini sorge su una collina a circa 170 metri sul livello del mare, circondata dai monti, ed è situata in posizione baricentrica in un territorio caratterizzato da diverse emergenze urbanistiche come i paesi di Villagrazia di Carini, Cinisi e Capaci. Tali emergenze urbanistiche, insieme con le emergenze ambientali disegnano la Piana di Carini, che scivola con una lieve pendenza dai piedi dei monti fino al mare. In questo contesto di grande rilevanza naturalistica, storica ed architettonica, si inserisce il centro per le biotecnologie e la ricerca biomedica. L’intero lotto che ha una superficie di mq 166.000 circa, è caratterizzato da un’area rurale in cui sono presenti alberi di ulivo: questi sono diventati il valore aggiunto dell’intero progetto del Centro. La soluzione proposta prevede l’ubicazione in posizione baricentrica dell’edificio principale del CBRB, strutturato mediante un impianto ad “L”, e il posizionamento strategico delle altre funzioni in base all’esposizione solare e alla pendenza del terreno. L’edificio così costituito si trova ad una quota che permette la vista del mare, oltrepassando la barriera visiva del ponte ferroviario. Entrando nel campus dal percorso pedonale l’edificio si presenta di scorcio con una scenografia naturale di gran livello, le montagne.

A chiusura di una delle due stecche dell’edificio ci sono le strutture delle suite, direttamente connesse al centro mediante percorsi pedonali; a nord nella parte più bassa del sito  è stato ubicato il centro attrezzature sportive, volutamente posizionato nel luogo più lontano; la stecca dei parcheggi a raso caratterizzata dalla presenza di tettoie fotovoltaiche orientate a sud, separa in modo virtuale la zona attrezzature sportive dall’area che ospiterà il previsto ospedale, questi saranno collegati con percorsi pedonali e carrabili che permetteranno i contatti logistici tra le due strutture. Il polo tecnologico, ubicato a sud, nella parte più alta del lotto, quella verso i monti, chiude virtualmente il complesso.

La costante ricerca dello spazio sociale che si ritrova nella corte e nelle parti esterne dell’edificio, rimanda alla cultura strettamente mediterranea, rendendo questi luoghi elementi di condivisione e scambio. Le diverse parti costruite ruotano attorno alla piazza-corte tettonicamente configurata per richiamare le montagne e segnata da percorsi e terrazze su diversi livelli. I percorsi pavimentati attraversano trasversalmente il lotto e permettono di raggiungere gli edifici. Questi percorsi si allargano formando delle piccole piattaforme scavate nella pendenza naturale del terreno. La piazza diventa un belvedere sul panorama e di conseguenza sull’uliveto a valle dell’edificio.

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Attività svolta: progettazione preliminare - definitiva - esecutiva - cordinamento della sicurezza in fase di progettazione - direzione lavori

Committente: Comune di Settala, Mi

Date: progettazione 2007 - costruzione 2010

Superficie: 3740 mq

Partners: Milanoprogetti S.p.a (impianti) - O.R.P.E S.r.l (strutture)

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L’idea di un ecole en plein air che relaziona lo spazio interno dell’aula al giardino costituisce il nucleo fondativo del progetto. La scuola materna, obbligatoriamente servita dal solo lato ovest, si sviluppa con i lati prevalenti nord-sud. Considerando più bella la vista verso il parco cittadino e che quindi le sezioni dovessero essere aperte verso questo lato, si sono predisposti i percorsi sul lato sud. Sono stati creati due grandi patii che consentono alle sezioni una migliore esposizione est-ovest in aggiunta a quella verso il parco cittadino. In tal modo le sezioni costituiscono dei corpi aggettanti aperti su tre lati, e gli spazi per le attività libere possono avere fronti finestrati verso l’area a verde. Contemporaneamente gli spazi a patio, tra le sezioni sono luoghi di gioco o per attività didattiche all’aperto.

Il progetto è informato al risparmio energetico, al comfort abitativo, alla facilità e rapidità costruttiva, alla facile e limitata manutenzione, contemplerà che la costruzione utilizzi materiali a bassissimo consumo di energia grigia, che rientri nei parametri della bioedilizia per ridurre l’abbattimento della CO2 nell’atmosfera e permettere un sensibile risparmio dei costi di riscaldamento. Il sistema attivo sarà costituito da pannelli ad accumulo di energia solare. Parte dei pannelli saranno utilizzati per la produzione di energia elettrica (fotovoltaici) e parte per integrare l’impianto di riscaldamento. La dichiarata presenza dei pannelli dovrà essere di stimolo all’educazione ed alla cultura della sostenibilità ambientale, problema su cui dovrà confrontarsi il sistema educativo delle future generazioni: la scuola come modello ecosostenibile, laboratorio di educazione al rispetto dell’ambiente.

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Attività svolta: progettazione esecutiva in fase di gara per la realizzazione di nuovi edifici destinati a laboratori per il dipartimento di energia di Bovisa

Committente: Politecnico di Milano

Date: 2008

Superficie:  5025 mq

Partners: B.M.S progetti S.r.l - B.M.Z impianti S.r.l

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L’insediamento delle nuove strutture universitarie del Campus La Masa su un tes­suto preesistente, attraverso un recupero dei manufatti ex industriali e attraverso nuova edificazione, ha creato una realtà concreta e un reale rinnovamento urbano per la città, il suo territorio metropolitano e per lo sviluppo della ricerca a livello nazionale. Il progetto del Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano si caratterizza per la funzionalità dell’assetto distributivo planimetrico generale, che pone l’attività dei laboratori integrati di tecnologie e processi chimici e di ingegneria nucleare delle radiazioni, al centro delle di­namiche compositive dell’insieme. La sintesi architettonica pone in risalto gli elementi costitutivi dell’insieme attraverso la sovrapposizione di “strati funziona­li” e “blocchi operativi”, perfettamente individuabili, chiari e leggibili nell’immagine che il complesso da di sé, che trovano la propria formalizzazione attraverso la materia che li finisce e li definisce, il cemento armato a vista dei laboratori “caldi”, le schermature in acciaio dei depositi di gas tecnici, il rivestimento plastico e il vetro delle aree dei laboratori di prepara­zione, della didattica e degli uffici, dove si gioca il rapporto con il contesto urbano e del Campus Universitario. Il sistema di involucro progettato sul fronte Sud è studiato per assecondare le esigenze di protezione dall’irraggiamento solare nei mesi estivi e per beneficiare degli apporti solari nei mesi invernali, sfruttando gli effetti dell’arretramento della superficie finestrata rispetto al piano del sistema di rivestimento. Una schermatura “naturale” ri­spetto alla radiazione solare estiva, che ha un angolo di incidenza sul piano orizzontale prossimo alla perpendicolare, capace di avvantaggiarsi dei contributi che, nei mesi invernali, periodo durante il quale il sole si muove lungo archi bassi sull’orizzonte, l’irraggiamento solare concede.

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